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La parte del cretino sfortunato

Chissà perché Barks mi ha circondato di padroncini, yes-men e leccaculo dell’imperialismo. Paperone, Gastone, Paperina… Li odio tutti, facce di cazzo!
Ma non ce l’ho con lui. Era un salariato, costretto all’anonimato, e aveva sul collo il fiato del fottuto zio Walt.
Tre mesi fa sono andato alla Biblioteca Comunale, ho chiesto le opere di Carl Barks. La tipa, che è un po’ sorda, mi ha portato i libri di un altro tizio, Karl Marx.
Una lettura sconvolgente. Ho capito tutto: la mia vita è una merda, sono sfruttato da una delle più grandi multinazionali del mondo, che fa i soldi sul mio lavoro.  E in più mi è toccata la parte del cretino sfortunato.
“Anatra all’arancia meccanica”, Wu Ming

Sfilate

Eravamo a Città della Pieve, un borgo vicino Perugia. Ricorreva una qualche festa di paese e nei vicoli ragazzi e adulti sfilavano in vesti rinascimentali. Oreste accanto a me non condivideva il buonumore. Non è vero che così si mantengono le tradizioni, diceva. Per un semplice motivo: i costumi rinascimentali non sono il “passato reale” del borgo; sono stati un passato storico, importante e che ha determinato anche il presente, ma da una distanza temporale così grande che non ha senso assumerli come tradizione. Non più dei regni romano barbarici o delle tribù paleolitiche, aggiungo ora io sperando di cogliere cosa intendeva: la tradizione è solo il passato prossimo, perché ci tocca di persona, è quello dei nostri nonni. Infatti Oreste disse: “Dovrebbero sfilare le bande di suonatori degli anni ’50″. Mi è ritornato in mente perché credo sia così anche per il vissuto personale. Ci sono eventi che ci ostiniamo a considerare il nostro passato più rappresentativo ma spesso non è così, è una leggenda che ci costruiamo attorno perché quello che ci ha resi così come siamo è in realtà una grigia banda di suonatori del dopoguerra.

26 nuovi propositi

Dopo un evento come una laurea c’è bisogno di fare delle scelte,  il punto sulla propria vita. Non c’è migliore occasione per impegnarsi in qualche proposito :
  1. In ambienti rumorosi, cercare di capire cosa mi ha appena detto qualcuno e non limitarmi ad annuire e ridere.
  2. Se al terzo tentativo non ho ancora capito, rispondere con un aforisma a caso di Jim Morrison.
  3. Abbandonare i dilettantismi e fare della misoginia una scienza esatta.
  4. Affiancare a You Porn un vero corso di inglese.
  5. Addestrare il cane di mia sorella a mettersi il collare, aprire la porta, uscire di casa e farsi una vita.
  6. Imparare a ridere alle battute di Luca e Paolo. Fa bene alle mascelle. Continua a leggere

Buddhità

Supero l’ansia di un desiderio e sono sereno di una serenità buddhista, ma poi arriva l’angoscia che l’assenza di quel desiderio possa distruggermi, che la calma è apparente, che la frustrazione era più sana e meno definitiva dell’assenza di motivazioni.

Poteva farlo scivolare in un cassetto

… molti anni prima aveva preso la passione che provava per Susan e l’aveva ripiegata in due, per non avere  più quella sensazione di annegamento, di impotenza, quando la guardava accanto a sé sul letto: le sue braccia muscolose e il sedere morbido, generoso. Poi l’aveva piegata nuovamente in due,  così che,  quando provava desiderio per Susan quel desiderio non fosse più accompagnato dall’inquieto terrore di non trovare mai soddisfazione. Poi di nuovo in due, affinché provare desiderio non comportasse un immediato bisogno di metterlo in atto. E di nuovo in due, in modo da non sentirlo quasi più. Alla fine, il suo desiderio era diventato così piccolo che Ted poteva farlo scivolare in un cassetto della scrivania o in una tasca e dimenticarsene, e questo lo faceva sentire al sicuro e soddisfatto, come se avesse disinnescato un pericoloso congengo che minacciava di distruggere entrambi.
Jennifer Egan, “Il tempo è un bastardo”

Specificare

Un tizio è arrivato a questo blog digitando su Google “cicciolina che fa sesso”. Ha fatto bene a specificare,  se cerchi solo “cicciolina” i primi cento risultati sono video di lei che legge Platone.

Recensione breve #2

“To Rome with love”. Un omaggio alla Città Eterna. Come lo intendevano i Visigoti.

Primo pomeriggio

Pensavo all’analogia certo non originale tra la vita di un uomo e il corso di una singola giornata. La nascita come l’alba, la morte il tramonto. Secondo me funziona particolarmente bene per la fase primo pomeriggio – maturità. È solo dopo pranzo che puoi fumarti un sigaro, prima non hai in bocca il sapore adatto, e poi è da tabagisti. Eppure ci pensi per tutto il mattino.

15 minuti

“Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti”. A patto che Google ti dedichi un doodle.

Sciatte, sporche e disgustose

È vero che la mancanza di empatia rende la vita di un uomo vuota e insulsa nel lungo periodo, ma una tragedia si manifesta già nel breve periodo: tutti quei libri che non sai amare,  che non riesci a scrivere.

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