Sbiadire i pensieri

Ho scoperto un semplice trucco per allontanare un pensiero angoscioso, sorprendentemente efficace: ricordare un simile pensiero passato, che però non ci angoscia più per il semplice fatto di essere vecchio. D’improvviso il primo pensiero assume gli stessi colori sbiaditi del secondo.
Annunci

Sguardi

“Sono così speciale che quando entro in una stanza tutti mi guardano”.
“Gli altri ed il loro parere sono così importanti che quegli sguardi mi uccidono”.
In ogni istante abbiamo nella mente questi due pensieri, così contraddittori da sembrar provenire da due personalità distinte.

In un gesto

A volte immagino la serenità che accompagna il risveglio buddhista come un particolare tipo di sollievo. Quell’improvviso sollievo che ti sopraffà quando scopri che un’angoscia era malfondata, era nient’altro che il risultato di un ragionamento sbagliato. Immagino quel delizioso sollievo dilatarsi all’infinito, coprire in un gesto tutte le angosce.

Non vi allarmate

L’interessante saggio “Why Buddhism is True” di Robert Wright è stato tradotto in italiano con “Perché il Buddismo fa bene”. Mi ricorda la prefazione alla prima edizione dell’opera di Copernico, in cui un teologo luterano (senza firmarsi) si affrettava a spiegare che l’eliocentrismo è solo un artificio matematico per semplificare i conti, la realtà rimane geocentrica, non vi allarmate

Dissonanze

Interessante dissonanza cognitiva dei fan dell’attuale governo: accusare i precedenti governi di aver aperto le porte ai migranti, ma poi quando in Europa si litiga sulle quote rifugiati rivendicare con orgoglio che “l’Italia è stata in prima linea a salvare vite”

Already today

“I have a strong impression that my nation, Israel, will not exist in a thousand years. No nation will exist in a thousand years. This is one of the reasons why I tend to discount the ultimate reality and importance of nations right now. (…)
Knowing that in the not too distant future (a couple of centuries at the most) not only this particular nation, but the very system of nations will disappear – and the entities that will exist in that future will look back incredulous that people could actually take it so seriously – makes me discount it already today.
This is why for me the future is very important”.
– Yuval Noah Harari

Se a Lampedusa sbarcassero svedesi

Fino a poco tempo fa non ero convinto che Salvini fosse o dicesse cose razziste nel senso stretto, benché io non condivida virtualmente nessuna delle sue posizioni e disprezzi il suo modo di fare politica. E più in generale ero convinto – ma di questo lo sono ancora – che accusare di razzismo qualunque posizione conservatrice sull’immigrazione è superficiale e disonesto, oltre che strategicamente poco saggio.
Perché “razzismo” ha un significato ben preciso e diverso da, per esempio, “xenofobia”. Sento il bisogno di vedere un esempio chiaro e pulito di discriminazione basato sul gruppo etnico di appartenenza prima di lanciare la grave accusa di razzismo. (“Sono razzisti. Se a Lampedusa sbarcassero svedesi, sarebbe lo stesso un problema?” osservava Luttazzi anni fa, indicando esattamente il tipo di esperimento controllato che vorrei poter fare prima di giudicare il razzismo altrui. A Luttazzi bastava fare l’esperimento nella sua testa per concludere “sono razzisti”, sarà pignoleria ma per me non è sufficiente).
Ecco, tutto ciò per dire che con la vicenda della capotreno Trenord alla fine l’esperimento per Salvini si è svolto da solo ed il dubbio mi è stato tolto. Di fronte a una frase razzista nel senso più stretto e letterale, che non lascia spazio a interpretazioni o sfumature (l’invito a scendere rivolto solo ai passeggeri di un certo gruppo etnico), Salvini rilancia e propone un premio per la capotreno.
Grazie Matteo, grazie per aver gettato la maschera ed avermi chiarito tutto. Fosse tutto così semplice, le questioni sono sempre complesse e sfaccettate – ma il tuo razzismo no, ora brilla sotto al sole come un teorema finalmente dimostrato.