Lo specchio

Perché i governi di Francia, Ungheria o Austria non vogliono accettare una più equa distribuzione di rifugiati nell’UE? La risposta è un desolante “non vogliono pagarne il prezzo politico con i loro elettori” (si guardi la Merkel, che lo sta ancora pagando). Ovvero, ci viene spiegato notte e giorno che il problema dell’Europa è la burocratizzazione e la mancanza di rappresentanza, e poi i semi della disgregazione li gettano i popoli europei per direttissima, in un democraticissimo esercizio di egoismo e mancanza di lungimiranza. È sempre più facile prendersela con delle astrazioni che guardarsi allo specchio.

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Complotti e Bayes

Per capire veramente qual è il problema con le teorie del complotto come strumento di interpretazione della realtà bisognerebbe avere chiara l’idea del principio di falsificazione (senza bisogno di sapere che si chiama così, ovviamente). Ancora meglio, teorema di Bayes. È questo che rende così difficile combatterle: non è un problema di analfabetismo funzionale ma scientifico.
Il terrapiattismo è un esempio calzante: la nostra convinzione che sia una cazzata ha più a che fare con il rasoio di Occam che con il fatto che la sfericità della Terra sia la sola “teoria” che spiega la nostra esperienza quotidiana (e anzi moltissimi avrebbero difficoltà a portare evidenze della sfericità che non siano “ci sono le foto dallo spazio”). Ovvero ha più a che fare con le prior ed il modo in cui le abbiamo formate (alfabetismo scientifico) che con massimizzare la likelihood (alfabetismo funzionale).

Asincronie

Persino in mezzo a risultati storici come questi, dove nulla sembra più come prima, l’incompatibilità tra Nord e Sud (stavolta nell’incarnazione di due populismi rivali) rimane lì immutata a giocare un ruolo decisivo (stavolta nell’impedire una maggioranza populista monocolore).
La storia va avanti, muri crollano e vengono ricostruiti, gli steward degli stadi prendono il 32%, tutto scorre – tranne le conseguenze delle Guerre Gotiche e dell’invasione Longobarda.

Arrogante

Sospetto che buona parte delle critiche “da sinistra” a Roberto Burioni (colpevole di non dare le carezzine agli analfabeti che lo insultano, a quanto ho capito) nasconda solo la fondamentale incompatibilità tra metodo scientifico e la versione postmoderna/iper-relativista che una grossa fetta di sinistra italiana ha abbracciato negli ultimi anni.
(gli intellettuali di destra, da parte loro, neanche si scomodano a nascondere un’incompatibilità con la scienza che è elemento fondante della destra hegeliana)

Volontà del popolo

L’improvviso cambio di posizione sull’euro di Salvini e Di Maio, oltre a dire molto sulla loro piccina statura politica, getta luce su un aspetto poco analizzato delle posizioni populiste: la loro volatilità. Quella che chiamano “volontà del popolo” non solo non è del popolo (che ben lontano da essere un blocco monolitico è da sempre diviso in gruppi di interesse in conflitto) ma non è neanche una volontà capace di durare più di un ciclo economico (benché le conseguenze della sua applicazione si estenderebbero per generazioni).

Citazioni

“La mia sola preoccupazione è che il mio pensiero venga confezionato e diffuso in brevi citazioni fuori contesto” – Albert Einstein

Protect your priors

“What we talk about isn’t what we experience – we speak chiefly of interesting things, and those tend to be things that are uncommon. […] There’s a curious tension, then, between communicating with others and maintaining accurate priors about the world. […] If you want to be a good intuitive Bayesian, you need to protect your priors.”
“Algorithms to live by” – B. Christian & T. Griffiths