Alone again, naturally

Giusto una polemica sul Capodanno. Non che ci sia niente di male nell’attribuire un valore particolare a una serata come le altre. E’ quello che fanno le festività per definizione, e una funzione collettiva e anche antropologica ce l’avranno pure. Ciò a cui sono insofferente (ma forse è solo un periodo un po’ così) è il rovescio della medaglia, perché depositare significati e aspettative in una serata come le altre esaspera d’altro lato tutte le mancanze, le frustrazioni, i pensieri che in un’altra serata non sarebbero stati così drammatici.
E’ come dire: consegno al futuro il benessere o malessere di una singola serata come ricordo di rilievo, direttivo e ispiratore. E mi accorgo di guardare a domani, 1° Gennaio, come se parlassi del mese prossimo, tra me e domani c’è una montagna che è quell’accumulo incontrollato di segni, divinazioni e allegorie del mio futuro che è la sera di Capodanno. Mi hanno calendarizzato le angosce.
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