Massimi e minimi

“I miei pensieri stavano cominciando a essere codificati graficamente. C’erano momenti della giornata che trascorrevo quasi in trance, quando i miei pensieri non erano espressi dalla mia voce interna. Vedevo invece semagrammi, con il mio occhio interno, che germogliavano come la brina sui vetri di una finestra.
Quando la mia fluidità aumentò, le configurazioni semasiografiche mi apparivano completamente formate, dandomi la possibilità di articolare anche idee complesse tutte in una volta. I processi del mio pensiero, tuttavia, non ne risultavano più veloci. Invece di correre in avanti, la mia mente rimaneva appesa alla simmetria che caratterizzava i semagrammi. Mi ritrovavo in uno stato meditativo, contemplando il modo in cui premessse e conclusioni fossero intercambiabili. Non c’era alcuna direzione necessaria, nel modo in cui le proposizioni erano connesse, nessun “treno del pensiero” che si muovesse lungo particolari binari; tutte le componenti del ragionamento erano ugualmente potenti, e tutte avevano la stessa precedenza”.
Ted Chiang, “Storia della tua vita”
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