Stalin-grado

Alla stazione Termini sono in corso lavori di ristrutturazione e ammodernamento ormai da qualche mese. Per avere un’idea di cosa significhi arrivare lì in metro alle otto e mezzo del mattino si deve immaginare l’arrivo, insieme a centinaia di altre persone stordite come te da un viaggio tipo carro besitame, in una città sul fiume Volga semidistrutta dai bombardamenti nazisti. Con quei dipendenti Atac in giubbotto giallo che indirizzano le colonne di viaggiatori con il fanatismo e l’ipocrisia di commissari politici sovietici che fucilano i disertori ma si guardano bene dall’esporsi in prima linea. Lo sferragliare dei trapani attraverso le precarie recinzioni che bombardano i timpani e l’afa e la claustrofobia e la disumanizzazione. Il film “Il nemico alle porte” mostra come la battaglia di Stalingrado del ’42-’43 fu una nitida prefigurazione, per quanto decisamente edulcorata, della devastazione di questo strategico nodo ferroviario lungo la linea A.
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