Solitudini

C’è stato tutto un periodo della mia adolescenza in cui vivevo una strana calma, una relativa imperturbabilità, legata al convincimento implicito che in fondo la mia vera vita fosse di tipo interiore, tutta intellettuale e protesa in una vaga ricerca di qualche verità. Era tutto piuttosto vago, oltre che illusorio. Tutto ciò che vivevo e osservavo aveva una sua collocazione in uno sterminato monologo interiore, un ruolo nel raggiungimento della conclusione di una lunga catena deduttiva. Possono sembrare le confessioni di un autistico, ma quando vedevo un albero non vedevo solo un albero, piuttosto mi si attivava un meccanismo di elucubrazioni e in qualche modo mi dicevo: “Questo è un albero, un organismo vivente come me, ma privo di sensibilità e cognizione. Quella foglia si stacca dal ramo come il teorema salta nel piano dell’assioma alla fine della dimostrazione“.
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One response to “Solitudini

  • Phlavia

    (Limmagine che hai scelto è molto particolare!). L’immagine che suscita dalle tue riflessioni è di un albero… a testa in giù, in cui rami e rami e rami e rami esprimono pensieri e riflessioni infiniti che si rincorrono in un circolo forse a volte un po’ vizioso, e in alto??? boccioli, verdi… che attendono, attendono di essere dimostrati!

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