Parigi, 1950

“Invece io Terry lo trovavo interessante, a suo modo. Tutti quanti noi, all’epoca, vivevamo nella più beata incoscienza, e non ce ne importava un fico secco di quanti anni avessimo: ventitré, ventisette, era lo stesso. A quel che ci restava da vivere non pensavamo proprio. Forse perché i colpi cadevano ancora nella terra di nessuno, se vogliamo usare una metafora bellica. Terry invece era l’unico a rendersi conto di essere giovane, e di star vivendo il suo <<periodo parigino>>.”
Mordecai Richler, “La versione di Barney”
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2 responses to “Parigi, 1950

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