Specchio

In pineta incontro spesso un signore anziano che porta a passeggio il suo gatto. Arriva con la gabbietta e lo libera. Il gatto è vecchio e un po’ sovrappeso, paffuto, si guarda intorno lentamente e non sembra entusiasta di tutto quello spazio e rumore – in tutto simile al suo padrone. Ieri ho visto il signore seduto su una leggera scarpata, i pantaloni alla Fantozzi tirati su a mostrare calzini calanti. Gli occhi apprensivi erano fissi sul suo gatto, come ogni giorno rigido davanti a lui, nella riservatezza estrema ed egoista in cui si chiudono i gatti prima di morire. Prima o poi gli scoppio a piangere in faccia, a quei due.
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