Il rischio che abbiamo corso

“Il soffitto che ci copre è tutto di ingranaggi di ferro che sporgono; è come il ventre d’una macchina sotto la quale sono strisciato per riparare un guasto, ma non posso uscirne perché, mentre io sto schiena a terra là sotto, la macchina si dilata, s’estende a coprire tutto il mondo. Non c’è tempo da perdere, devo capire il meccanismo, trovare il punto dove possiamo mettere le mani per fermare questo processo incontrollato, far agire i comandi che regolano il passaggio alla fase successiva: quella delle macchine che s’autoriproducono attraverso messaggi incrociati maschili e femminili, obbligando nuove macchine a nascere e le vecchie macchine a morire”.
Italo Calvino, “Ti con zero”
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