Sfilate

Eravamo a Città della Pieve, un borgo vicino Perugia. Ricorreva una qualche festa di paese e nei vicoli ragazzi e adulti sfilavano in vesti rinascimentali. Oreste accanto a me non condivideva il buonumore. Non è vero che così si mantengono le tradizioni, diceva. Per un semplice motivo: i costumi rinascimentali non sono il “passato reale” del borgo; sono stati un passato storico, importante e che ha determinato anche il presente, ma da una distanza temporale così grande che non ha senso assumerli come tradizione. Non più dei regni romano barbarici o delle tribù paleolitiche, aggiungo ora io sperando di cogliere cosa intendeva: la tradizione è solo il passato prossimo, perché ci tocca di persona, è quello dei nostri nonni. Infatti Oreste disse: “Dovrebbero sfilare le bande di suonatori degli anni ’50”. Mi è ritornato in mente perché credo sia così anche per il vissuto personale. Ci sono eventi che ci ostiniamo a considerare il nostro passato più rappresentativo ma spesso non è così, è una leggenda che ci costruiamo attorno perché quello che ci ha resi così come siamo è in realtà una grigia banda di suonatori del dopoguerra.
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