Motivi per cui preferisco il lago al mare#2

 Il lago è uno specchio. Raramente è tanto agitato da far scomparire la tua immagine riflessa. A volte, al mattino, è così calmo che puoi ricollegare ogni increspatura che arriva a riva alle singole bracciate dell’unico nuotatore al largo, con un gioco di vettori e trigonometria.
 Il mare si agita sempre, riflette tutto da tutte le angolazioni, col risultato che non riflette niente. È azzurro perché è azzurro il cielo, che è come dire che non ha colori.
 Mio padre nuota nel lago. Mi parla di un tedesco che sta preparando il proprio katamarano. È da qualche giorno che lo studia, gli sta simpatico, un soggetto sempre fissato con la sua imbarcazione, che ci prova a stare sdraiato a riva con moglie e figli a leggere, ma ogni due minuti guarda il largo. Finché a una certa ora, quando il vento si alza, si decide, spinge il katamarano in acqua, chiama uno dei due figli che con sguardo rassegnato indossa il salvagente, mentre la moglie paziente lo aiuta.
 “Mi ricorda me con il telescopio” mi dice mio padre sorridendo su questo specchio. Allora capisco.
 Il katamarano prende il largo, il tedesco è felice, completamente assorbito da corde e vela, quindi felicissimo. Mio padre lo segue con lo sguardo ancora un po’, è una testa che spunta in mezzo all’acqua – ma con il riflesso sono due – , e anche lui sorride.
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4 responses to “Motivi per cui preferisco il lago al mare#2

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