La storia dell’identità nazionale

In realtà la gente tende a ingannarsi narrando a se stessa la storia dell’«identità nazionale» […] (le caratteristiche nazionali possono andare benone per i film, possono aiutare molto in guerra, ma sono nozioni platoniche che non hanno alcuna validità empirica; eppure, per esempio, sia gli inglesi che i non inglesi credono erronemente in una “indole nazionale inglese”).
Da un punto di vista empirico, il sesso, la classe sociale e la professione sono strumenti per la previsione del comportamento migliori rispetto alla nazionalità (un uomo svedese somiglia più a un uomo togolese che a una donna svedese, un filosofo peruviano somiglia più a un filosofo scozzese che a un bidello peruviano, e così via).
Nassim N. Taleb, “Il cigno nero”
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