Il grande straniamento

1850circa_eugene_constant
Le vecchie foto mi hanno sempre affascinato, e per una ragione non facile da spiegare. Semplificando, ciò che mi ha sempre interessato è il modo in cui una foto del 1850 mostri come il 1850 non avesse nulla di sostanzialmente diverso dall’oggi. Ovviamente la gente andava in giro vestita in modo diverso, l’architettura e la tecnologia erano radicalmente differenti, ma a ben vedere questo è tutto: il resto – come sperare di rendere un’idea del “resto” con un elenco? l’aspetto del cielo, l’aria pesante del mezzogiorno estivo, le voci delle persone… quel che caratterizza la nostra realtà e che ce la fa distinguere da un sogno – era identico all’oggi. Tutto ciò è ovvio, eppure ci è chiaro solo superficialmente: io sono sicuro che se fossimo catapultati nella metà del diciannovesimo secolo ciò che ci colpirebbe di più sarebbe notare queste somiglianze, renderci conto che l’Ottocento è indistinguibile da un set cinematografico sull’Ottocento ben allestito nel 2015, benché avremmo facilmente potuto immaginarlo.
Il motivo di questo “straniamento” credo stia nel modo in cui ci rapportiamo al passato solitamente. Per mezzo di dipinti, narrazioni, monumenti, libri, noi riponiamo inconsciamente i periodi storici passati nella stessa casella mentale dei romanzi e delle leggende. Una dimensione fantastica e dai contorni nebulosi, da cui il passato ripiomberebbe a terra all’improvviso se potessimo usare una macchina del tempo. O se guardassimo con attenzione una fotografia antica.
Di recente mi sono divertito a provocarmi questo senso di straniamento da sempre nuove angolazioni. Ho iniziato a fare ricerche in rete di dagherrotipi. Ho scelto di concentrarmi su Roma, perché è la città che conosco meglio e saper riconoscere elementi di realtà familiare nella foto è ingrediente fondamentale per provocarsi la sorpresa di cui parlo. Il bel sito “Roma sparita” offre già un’enorme documentazione fotografica: a me interessava però trovare la testimonianza più antica, spingere il più lontano possibile l'”effetto macchina del tempo” che lo straniamento crea nella mia testa. Sapevo che la più antica fotografia (un’eliografia, per esser precisi) è del 1826, e che quindi più in là di così non sarei potuto andare. E in realtà non prima del 1839, anno del primo esperimento di dagherrotipia in Italia, a Firenze. Qui di seguito alcune foto che ho raccolto e che mi hanno provocato gli straniementi più intensi. Lo stupore è in realtà ogni volta doppio: prima si realizza con sorpresa che il passato è simile al presente e quindi reale, poi ci si stupisce anche delle differenze, che ora sono più interessanti perché riguardano la realtà, ci dicono qualcosa sulla realtà che viviamo, quanto sia precaria e accidentale. Le foto sono in ordine cronologico inverso:

1853_caneva

1853: Il Colosseo dal Palatino (Giacomo Caneva). L’attuale via di San Gregorio è una mulattiera, il Celio un bosco. Forse è una giornata afosa come tante a Roma, ma l’Italia non è ancora uno stato unitario.

 

1848_eugene_constant

1848: Il tempio di Vesta (Eugène Constant).

 

1846_calvert_richard_jones

1846 (Calvert Richard Jones). La trafficata rotonda intorno al Colosseo è una strada sterrata, l’uomo ha un cilindro in testa. Ma il Colosseo è sempre quello – anche questo ovvio, ma anche questo è straniamento, stupore nello stupore.

 

Rome, Panorama from San Pietro in Montorio

1841: Roma da San Pietro in Montorio.

 

1841_achille_morelli

1841: Veduta da Palazzo Senatorio in Campidoglio (Achille Morelli). Questa è la mia preferita. Una veduta che potrebbe essere della Roma di oggi, ma siamo trent’anni prima di Porta Pia.
Più indietro di così non sono riuscito ad andare. L’appetito però vien mangiando, e ho deciso che in fondo anche i dipinti, purché realistici, possono regalare straniamenti, con il vantaggio che vanno molto più indietro. Eccone un po’, di nuovo in ordine cronologico inverso:

1814_wilhelm_eckersberg

1814 (Wilhelm Eckersberg).

 

1813_wilhelm_eckersberg

1813 (Wilhelm Eckersberg). Questa mi provoca uno straniamento molto intenso, perché questa curva l’ho fatta infinite volte in macchina, lungo le mura vaticane. All’angolo c’è una gelateria famosa.

 

1742_canaletto

1742 (Canaletto). L’arco di Costantino era attaccato a un muretto.

 

1718_van_wittel

1718 (Van Wittel). Piazza del Popolo prima del progetto di Valadier.

 

1694_Jacob_De_Heusch

1694 (Jacob De Heusch). A sinistra si intravede l’arco di Costantino, in fondo quello di Tito, anch’esso addossato a altre costruzioni. Le rovine a destra erano una parte di Colosseo che non esiste più.

 

1636_claude

1636: Il campo vaccino (Claude Lorrain). Questa è la più antica veduta che sono riuscito a trovare. Più in là di così si trova qualche raffigurazione di singoli monumenti, ma non è la stessa cosa, e quindi qui mi fermo. Qui tutti i monumenti di Roma antica o medioevale sono sostanzialmente identici a quelli che sono rimasti a noi, non una colonna in più, non un tempio che è poi scomparso. Il che vuol dire che possiamo stupirci riguardo la realtà del XVII secolo ma non riguardo quella del III, che è persa per sempre, immobile nelle nostre menti come leggenda che nessun dagherrotipo o tela ci mostrerà quale realmente era, a catapultarci fuori dalla gabbia della nostra immaginazione ingannatrice.

 

Annunci

3 responses to “Il grande straniamento

  • Alice

    Bellissimo questo post! L’Arco di Costantino ha ospitato anche una bottega di un barbiere 😉 e la “curva della gelateria” in effetti è un bel colpo.. complimenti per la ricerca effettuata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: