Diari ridicoli

Ho riletto alcuni miei diari di quando avevo 15-17 anni. Davanti a quei pensieri di adolescente ho provato una vasta gamma di sensazioni, dall’imbarazzo per l’idiozia dei contenuti alla vergogna per la forma con cui erano espressi. E tuttavia è un’esperienza interessante, rileggere i pensieri che sembrano di qualcun’altro sapendo che eri tu: direi che insegna a essere più umili e autoironici.
E allora mi sono chiesto cosa cambierà, per gli adolescenti di oggi e di domani, ora che i pensieri e le lettere sono status su Facebook o email subito cancellate. La loro stupidità non resterà inchiostro su carta a farli vergognare a trent’anni. Magari è una cosa negativa, magari no.
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