Archivi categoria: diario

Sillogismi sulla spiaggia

Sostenere che gli sbarchi debbano essere fermati anche a costo di migliaia di vite umane è una posizione politica legittima, che non ti rende necessariamente razzista.
Sostenere che le radici cristiane dell’Italia debbano essere mantenute e codificate nelle leggi statali è una posizione politica legittima, che non ti rende necessariamente clericale.
Però ecco sostenere entrambe le posizioni allo stesso tempo, temo proprio che ti renda un po’ stronzo.
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Neppure in sogno

Snapchat, Sarahah… ogni nuova app popolare tra gli adolescenti è una finestra su un futuro incomprensibile, che “non ci è concesso visitare neppure in sogno”.

Dopo il satori

Non esiste cambio di priorità più drammatico di quello alla fine di un orgasmo.

Al largo

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La casa in cui sono nato e cresciuto è stata venduta e non la rivedrò mai più. Dirle addio è stato triste, ma non doloroso come mi aspettavo. Mentre la lasciavo per sempre (ero risalito velocemente a leggere i contatori della luce, l’ultimo membro della famiglia a camminarci) i ricordi che ogni parete evocava non mi straziavano.
(come un leone che tenta di azzannare un fantasma – così un amico mi descrisse la depressione sotto l’effetto degli antidepressivi, e forse è qualcosa di simile)
E da quando l’ho lasciata ogni tanto mi preoccupa, questa mia serenità. Non me la spiego ed ho paura che sia solo apparente, una svista. Che la nostalgia e il rimpianto possano d’un tratto assalirmi a sorpresa, più acuti che mai. Come a ricordarmi che ho perso qualcosa di infinito.
L’altra sera a letto pensavo che è come nuotare al largo, rimanere a galla senza problemi ma comunque angosciarsi al pensiero di affogare – quando invece potrei andare dove voglio.
E questa sera penso che forse anche la casa era una metafora di cui non mi ero accorto.

 


Forse si diventa adulti

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Forse si diventa adulti quando il senso di ingiustizia per ciò che si ha ricevuto comincia a diventarci incomprensibile, come un idolo di gioventù, e lascia spazio a un desolante senso di colpa per ciò che si dà.

Dolcissima

Sono convinto che Esopo avesse scritto un seguito della favola “La volpe e l’uva”, andato poi perduto. Nel seguito, la volpe raggiunge infine l’uva, l’assaggia, scopre che è acerba ma dice a tutti che è dolcissima.

Contraddizion che nol consente

Tra i sostenitori di Trump l’argomento di conversazione ossessivo è quanto ipocriti siano i liberal, che userebbero due pesi e due misure con Obama; tra i detrattori di Trump, la stoccata irrinunciabile è quella che evidenzia un’inconsistenza, come l’Arabia Saudita che non viene inclusa nel muslim ban. Bersani cambia idea sulle elezioni anticipate, e far notare questa cosa diventa la priorità di ogni renziano. Ci si inventa perfino categorie di persone ad hoc, per potergli assegnare contraddizioni: come “i radical chic che si indignano per la violenza sulle donne ma se lo fa un musulmano no perché è la loro cultura”.
È indicativo dei tempi che queste siano le armi dialettiche preferite nel dibattito politico: l’accusa di contraddizione è sempre un argomento ad hominem, l’argomento dell’avversario non viene mai realmente sfiorato. Perfetto per lo stadio.