Archivi categoria: Uncategorized

L’istituto del referendum è una cagata pazzesca

Sono giunto alla conclusione sagacemente riassunta nel titolo nel corso di questo ultimo anno. Nel 2016 ho visto succedersi in Europa tre referendum (trivelle, Brexit e riforma costituzionale), uno più sciagurato dell’altro (sciagurati a prescindere dal loro esito individuale, come proverò a spiegare).
Il fatto che il referendum sia l’unico strumento di democrazia diretta l’ha trasformato in un feticcio ideale la cui democraticità è indiscussa e indiscutibile. Eppure ha tre enormi limiti (che non sono certo il primo a rilevare).

Continua a leggere

Annunci

Passatempi

C’è una cosa che accomuna i fan di Guerre Stellari con i teologi: entrambi scambiano i buchi della sceneggiatura per enigmi da svelare.

Romantici luddisti

L’odore della carta“, “il calore della libreria“. Fino ad arrivare a Lo schermo del Kindle “frizza” quando, in un momento di tristezza, una lacrima cade. Un libro assorbirebbe la mia lacrima come un amico può far sua la mia tristezza“.
I romantici oppositori degli ebook non sanno più come dirci che il contenuto del libro non è proprio la loro priorità.

 


Diari ridicoli

Ho riletto alcuni miei diari di quando avevo 15-17 anni. Davanti a quei pensieri di adolescente ho provato una vasta gamma di sensazioni, dall’imbarazzo per l’idiozia dei contenuti alla vergogna per la forma con cui erano espressi. E tuttavia è un’esperienza interessante, rileggere i pensieri che sembrano di qualcun’altro sapendo che eri tu: direi che insegna a essere più umili e autoironici.
E allora mi sono chiesto cosa cambierà, per gli adolescenti di oggi e di domani, ora che i pensieri e le lettere sono status su Facebook o email subito cancellate. La loro stupidità non resterà inchiostro su carta a farli vergognare a trent’anni. Magari è una cosa negativa, magari no.

Ho un problema con la difesa delle tradizioni

i-barbari
E non si tratta tanto di dubbi sui contenuti di tali tradizioni (che dipendono da caso a caso ovviamente), quanto di un problema logico. Quando sento parlare dell’importanza della difesa tout-court delle tradizioni (in senso molto lato: penso alla lingua italiana ma anche all’istituzione del matrimonio, alla cucina e alla religione) non riesco a fare a meno di pensare che quelle radici e tradizioni sono sempre (senza eccezioni) il frutto di una violenza su tradizioni e radici precedenti. A volte la stratificazione può essere stata graduale, altre volte molto radicale, ma sempre additata come catastrofica dai “conservatori della tradizione” che notoriamente ci annunciano la decadenza dei costumi dai tempi di Cicerone.  In ogni epoca c’è chi pretende di congelare la propria cultura, frutto di un mescolamento tra culture che le generazioni precedenti volevano congelare e non mescolare. Non è ridicolo? Io lo trovo prima di tutto ridicolo, ancor prima che dannoso per tutti i rifiuti intellettuali che può generare, dal nazionalismo al razzismo.
Ad esempio: chi difende la lingua italiana dagli anglicismi, denunciando la globalizzazione culturale che questi veicolano, ha probabilmente delle ragioni; ma come la mettiamo con le numerose contaminazioni germaniche e arabe della lingua italiana? Non sono lì perché un cenacolo di letterati decise che la lingua sarebbe stata più musicale, sono lì perché ci furono altre “globalizzazioni”, ben più militaresche e sanguinose di quella che viviamo. Eppure noi oggi siamo qui: non solo la lingua non è decaduta in un grugnito, ma con quelle e altre contaminazioni è diventata la lingua che oggi si vuole difendere dalle contaminazioni future (strana coincidenza come il mix perfetto di contaminazioni risulti essere sempre e solo quello di oggi).
Con questo non voglio ovviamente sostenere che bisogna astenersi da ogni difesa di ciò che ci lasciano le generazioni precedenti. Ma la difesa deve guardare a ciò che di buono c’è nella tradizione, e lasciare sbiadire il resto (che tanto sbiadirà comunque). Naturalmente cosa sia “buono” è una questione aperta e da dibattere (anche se il più delle volte la storia fa da sola): ma preservare qualcosa perché “tradizione” è un argomento logicamente inconsistente.

Definitivamente a un altro mondo

800px-maestro_della_maddalena_di_capodimonte_maddalena_penitente_messina_museo_regionale_1
“Giacomo era turbato dalla creatura che accompagnava Gesù, chi era, non voleva credere che il fratello conoscesse già donna, ma sentiva che quella semplice eventualità lo allontanava definitivamente dal primogenito, come se Gesù, che si gloriava di aver visto Dio, solo per questa ragione, cioè quella, insomma, di conoscere donna, appartenesse definitivamente a un altro mondo”.
José Saramago, “Il vangelo secondo Gesù Cristo”

Alba

“quel sole che noi abbiamo aspettato per tanto tempo quella notte a Ostia… e che poi spuntava dalla parte opposta, per me è stato un segno”
Ecce Bombo