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Arrogante

Sospetto che buona parte delle critiche “da sinistra” a Roberto Burioni (colpevole di non dare le carezzine agli analfabeti che lo insultano, a quanto ho capito) nasconda solo la fondamentale incompatibilità tra metodo scientifico e la versione postmoderna/iper-relativista che una grossa fetta di sinistra italiana ha abbracciato negli ultimi anni.
(gli intellettuali di destra, da parte loro, neanche si scomodano a nascondere un’incompatibilità con la scienza che è elemento fondante della destra hegeliana)
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Volontà del popolo

L’improvviso cambio di posizione sull’euro di Salvini e Di Maio, oltre a dire molto sulla loro piccina statura politica, getta luce su un aspetto poco analizzato delle posizioni populiste: la loro volatilità. Quella che chiamano “volontà del popolo” non solo non è del popolo (che ben lontano da essere un blocco monolitico è da sempre diviso in gruppi di interesse in conflitto) ma non è neanche una volontà capace di durare più di un ciclo economico (benché le conseguenze della sua applicazione si estenderebbero per generazioni).

Quasi superfluo

Il corteggiamento è raramente di qualche efficacia, tranne in quei felici casi in cui è quasi superfluo.
(semicit.)

L’istituto del referendum è una cagata pazzesca

Sono giunto alla conclusione sagacemente riassunta nel titolo nel corso di questo ultimo anno. Nel 2016 ho visto succedersi in Europa tre referendum (trivelle, Brexit e riforma costituzionale), uno più sciagurato dell’altro (sciagurati a prescindere dal loro esito individuale, come proverò a spiegare).
Il fatto che il referendum sia l’unico strumento di democrazia diretta l’ha trasformato in un feticcio ideale la cui democraticità è indiscussa e indiscutibile. Eppure ha tre enormi limiti (che non sono certo il primo a rilevare).

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Passatempi

C’è una cosa che accomuna i fan di Guerre Stellari con i teologi: entrambi scambiano i buchi della sceneggiatura per enigmi da svelare.

Romantici luddisti

L’odore della carta“, “il calore della libreria“. Fino ad arrivare a Lo schermo del Kindle “frizza” quando, in un momento di tristezza, una lacrima cade. Un libro assorbirebbe la mia lacrima come un amico può far sua la mia tristezza“.
I romantici oppositori degli ebook non sanno più come dirci che il contenuto del libro non è proprio la loro priorità.

 


Diari ridicoli

Ho riletto alcuni miei diari di quando avevo 15-17 anni. Davanti a quei pensieri di adolescente ho provato una vasta gamma di sensazioni, dall’imbarazzo per l’idiozia dei contenuti alla vergogna per la forma con cui erano espressi. E tuttavia è un’esperienza interessante, rileggere i pensieri che sembrano di qualcun’altro sapendo che eri tu: direi che insegna a essere più umili e autoironici.
E allora mi sono chiesto cosa cambierà, per gli adolescenti di oggi e di domani, ora che i pensieri e le lettere sono status su Facebook o email subito cancellate. La loro stupidità non resterà inchiostro su carta a farli vergognare a trent’anni. Magari è una cosa negativa, magari no.